Napolitano difende la riforma: "Era da fare, non ci sarà una valanga di licenziamenti"

"Noi andremo a una discussione in Parlamento dove si confronteranno preoccupazioni e proposte. Sono convinto che si arriverà a un risultato di cui si potranno riconoscere meriti e validità". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo alle domande dei giornalisti sulla riforma del lavoro, a margine della cerimonia commemorativa dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
12 AGO 20
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"Noi andremo a una discussione in Parlamento dove si confronteranno preoccupazioni e proposte. Sono convinto che si arriverà a un risultato di cui si potranno riconoscere meriti e validità". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo alle domande dei giornalisti sulla riforma del lavoro, a margine della cerimonia commemorativa dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.
Era una riforma da fare – prosegue il capo dello Stato – normalmente ci sono posizioni contrastanti, ma non credo che stiamo aprendo le porte ad una valanga di licenziamenti facili sulla base dell'art. 18. Anche perché bisogna sapere a cosa si riferisce l'art. 18''. Per il presidente della Repubblica, inoltre, ''il problema più drammatico è quello delle aziende che chiudono e dei lavoratori che rischiano di perdere il posto non attraverso l'art. 18 ma attraverso il crollo di determinate attività produttive''. Quindi, conclude Napolitano, ''bisogna pensare soprattutto a nuovi investimenti, nuovi sviluppi e nuove iniziative in cui possono trovare sbocco soprattutto i giovani''.